26 lug 2017

Mostro di Firenze, indagato un ex legionario pratese - Video - Cronaca - Il Tirreno

Mostro di Firenze, indagato un ex legionario pratese - Video - Cronaca - Il Tirreno: "PRATO. Un nuovo indagato, una nuova pista e una nuova chiave di lettura per far luce sui delitti del mostro di Firenze. Sono gli ultimi sviluppi dell'inchiesta mai chiusa sugli otto duplici omicidi che hanno terrorizzato le colline toscane dal 1968 al 1985 (in basso le tappe salienti del caso). Con l'iscrizione nel registro degli indagati di un ex legionario di Prato, Giampiero Vigilanti ( Chi è Vigilanti ), 87 anni, i carabinieri del Ros e il pm Paolo Canessa stanno valutando la "pista nera", cioè i possibili nessi tra i delitti seriali delle coppiette e stragi, attentati e misteri di quegli anni, in gran parte collegati al mondo dell'eversione nera.
Il collegamento, secondo quanto riportano alcuni quotidiani, potrebbe essere proprio l'ex legionario ora residente al Cantiere, personaggio legato ad ambienti dell'estrema destra ma anche a Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa morto mentre stava per essere processato di nuovo dopo l'annullamento della sua assoluzione in appello.
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Il pratese era già stato lambito dalle indagini in passato: fu perquisito il 16 settembre 1985 dopo l'ultimo duplice delitto del mostro perché sospettato di avere collegamenti con Pietro Pacciani ma in quell'occasione non emerse nulla di rilevante. Vigilanti fu perquisito anche nel 1994 dopo una lite con un vicino e fu trovato in possesso di 176 proiettili calibro 22 marca Winchester, gli stessi utilizzati per i delitti seriali, ma anche quella volta fu scagionato. Nel 2005 tornò agli onori delle cronache per una presunta eredità di 18 milioni di dollari ricevuta da un cugino di secondo grado residente nel New Jersey.
A indicare i possibili collegamenti tra gli omicidi delle coppiette e la strategia della tensione anche un esposto, presentato nel 2013 dall'avvocato Vieri Adriani, il legale della coppia di francesi uccisa nel settembre del 1985 agli Scopeti di San Casciano.
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IN SINTESI LE TAPPE DEI DELITTI DEL MOSTRO DI FIRENZE
Quando si parla del "Mostro di Firenze" si ci riferisce ad una serie di otto duplici omicidi avvenuti fra il 1968 e il 1985 nella provincia di Firenze. Vari i fronti su cui hanno indagato e indagano ancora le Procure di Firenze e Perugia. L'inchiesta della Procura di Firenze ha portato alla condanna dei cosiddetti "compagni di merende": Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Mentre il terzo, Pietro Pacciani, condannato in primo grado a più ergastoli per 7 degli 8 duplici omicidi e successivamente assolto in appello, è morto prima di essere sottoposto ad un nuovo processo di appello. Quella del mostro di Firenze è il primo caso di omicidi seriali in Italia, che creò una vera e propria psicosi da mostro. Ecco le tappe di un caso davvero molto complesso e complicato.
La serie di omicidi. Il primo omicidio che viene in qualche modo collegato al mostro porta la data del 21 agosto 1968 . Per quel delitto finisce in carcere Stefano Mele. Il secondo duplice omicidio è del 1974, ma è dal 6 giugno 1981 che comincia la serie vera e propria. Un altro delitto nell'ottobre di quell'anno, poi nell'82 ,nell' 83 (quando vengono massacrati due ragazzi tedeschi), nell'84 e nell'85 .
Nasce la pista Pacciani. L'11 settembre 1985 un anonimo scrive ai carabinieri facendo il nome di Pietro Pacciani. Il 30 ottobre 1991 i pm Vigna e Canessa inviano a Pacciani, in carcere per le violenze sulle figlie, un avviso di garanzia per i delitti del mostro. Il contadino esce dalla cella nel dicembre '91 e nell'aprile-maggio 1992, per 12 giorni vengono perquisiti la sua casa e il suo orto. Il 16 gennaio 1993 Pacciani viene arrestato con l'ac- cusa di essere il maniaco.
Pacciani condannato. Il 1 novembre 1994 Pacciani è condannato all'ergastolo. In appello, il 13 febbraio 1996 , verrà assolto, ma il 12 dicembre 1996 la Cassazione annulla la sentenza d'appello.
I compagni di merende. Il 25 gennaio 1996, un avviso di garanzia a Mario Vanni apre il filone dell'inchiesta-bis. Il 24 marzo 1998 la Corte d'Assise condanna Vanni all'ergastolo e Giancarlo Lotti a 30 anni. Il 31 maggio 1999 la sentenza d'appello conferma l'ergastolo a Vanni, ritenuto colpevole di 4 duplici omicidi e riduce a 26 anni la condanna a Lotti. La sentenza è resa definitiva dalla Cassazione nel settembre 2000.
La morte di Pacciani. Mentre era in attesa di affrontare il nuovo processo d'appello, il 22 febbraio 1998 Piero Pacciani viene trovato morto, apparentemente per un infarto, nella sua casa di Mercatale. A marzo del 2001 però la Procura di Firenze apre un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di omicidio. 
Muore Lotti, il pentito. Giancarlo Lotti muore nel marzo 2002. Condannato a 26 anni era appena uscito dal carcere per motivi di salute. La pista porta a Perugia. Alcune tracce investigative spingono le procure di Firenze e Perugia a esaminare sotto nuova luce, nel 2002, la morte del medico perugino Francesco Narducci, ripescato cadavere nel lago Trasimeno nell'85. S'indaga in ambienti dell'occulto. La pista viene archiviata. "


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24 lug 2017

Virginia Raggi perde lo scontro con il ministero il Parco del Colosseo si farà

Virginia Raggi perde lo scontro con il ministero il Parco del Colosseo si farà: "Il Parco Archeologico del Colosseo si può fare, almeno secondo i giudici della sesta sezione del Consiglio di Stato. Viene smentita quindi la sentenza del tar del Lazio, che aveva accolto il ricorso presentato dal Campidoglio in merito alla volontà del ministero dei Beni Culturali di istituire un nuovo parco archeologico, non più dipendente dalla sovrintendenza capitolina, per il Colosseo. Secondo i giudici, però, è necessario un coinvolgimento di Roma Capitale, e quindi della sindaca Virginia Raggi, nel processo decisionale che porterà alla creazione del nuovo parco.

Per quanto riguarda la possibilità di nominare, attraverso gara pubblica, un direttore di nazionalità straniera i giudici hanno rilevato come in effetti la legge ammetta una riserva di posti a soli cittadini italiani, ma questa riserva è garantita solo per cariche che implichino l'esercizio di funzioni pubbliche e cioè, elenca la corte, "forze armate, polizia e altre forze dell'ordine pubblico, magistratura, amministrazione fiscale e diplomazia". Non è questo il caso e quindi per i giudici si può procedere a una selezione internazionale per il ruolo di direttore del nuovo parco.

Scontro tra la sindaca Raggi e il ministro Franceschini

Secondo la sindaca Virginia Raggi fino ad oggi i ricavi dei biglietti delle visite al Colosseo e ai Fori vanno per l'80 per cento alla Sovrintendenza speciale, gestita direttamente dal Campidoglio. Con il nuovo decreto voluto dal ministro Dario Franceschini il 170 per cento degli incassi, 40 milioni di euro stimati, andranno nelle casse del nuovo parco e solo il 30 per cento andrà alla Sovrintendenza. "A Roma rimane molto poco", disse la Raggi.

Secondo Franceschini quelli di Raggi sono argomenti falsi. Disse tre mesi fa il ministro:  "Il Colosseo seguirà dunque lo stesso percorso che hanno seguito gli Uffizi, la Reggia di Caserta, Brera, Pompei e tutti gli altri istituti autonomi. Per opporsi a questo vengono usati argomenti falsi, infatti, non cambierà nulla nel rapporto tra la città e l’area archeologica e resterà identico l’utilizzo degli incassi del Colosseo su Roma”."

Previsioni meteo: la Protezione Civile sta diffondendo l’allerta, in arrivo nubifragi anche sulle coste - Centro Meteo Italiano

Previsioni meteo: la Protezione Civile sta diffondendo l’allerta, in arrivo nubifragi anche sulle coste - Centro Meteo Italiano: "Previsioni meteo: la Protezione Civile sta diffondendo l’allerta, in arrivo nubifragi anche sulle coste – All’interno di un comunicato diffuso poco fa, la Protezione Civile lancia l’allerta per buona parte della nostra Penisola a causa dell’arrivo di correnti umide e instabili di matrice atlantica, che porteranno temporali diffusi e locali nubifragi << L’avviso prevede dal pomeriggio/sera di oggi, domenica 23 luglio, precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Toscana. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Dal pomeriggio di domani, lunedì 24 luglio, previsti venti da forti a burrasca nord-occidentali sulla Sardegna, con possibili mareggiate lungo le coste esposte. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi e domani allerta arancione sul nodo idraulico di Milano e sulle Orobie Bergamasche , allerta invece è gialla per oggi e domani su Veneto, Friuli Venezia Giulia , Trentino Alto Adige e Lombardia nord orientale, mentre per domani allerta è gialla anche sulla Pianura settentrionale Piemontese, Emilia Romagna , gran parte della Toscana , Umbria ,Abruzzo e nel Lazio sui Bacini Costieri Nord, Appennino di Rieti, Bacino Medio Tevere. >>"


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23 lug 2017

Il procuratore Pignatone: non mi arrendo, la mafia a Roma esiste

Il procuratore Pignatone: non mi arrendo, la mafia a Roma esiste: "Dopo la sentenza, parla il procuratore capo romano che non si sente sconfitto. Il mondo di mezzo è «un crimine organizzato». Il suo aggiunto Prestipino: faremo appello, è un sistema «ancora attivo»

La sentenza dei giudici del tribunale di Roma ha escluso l'associazione mafiosa per il sistema di corruzione nella Capitale gestito da Buzzi e Carminati. Ma adesso a parlare sono proprio gli autori dell'impianto accusatorio di Mafia Capitale, il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e il suo aggiunto Michele Prestipino. «Non mi sento sconfitto. È crimine organizzato, noi andremo avanti», dice Pignatone in due diverse interviste sulla stampa, aggiungendo che «non si può accettare l'idea che a Roma la corruzione sia un fatto normale o addirittura utile». Ma è anche vero che «la sentenza ha riconosciuto la sussistenza di gravi fatti di violenza e corruzione in un contesto di criminalità organizzata, e ha inflitto pene altissime». Dunque «a Roma la mafia c'è». Ma il pocuratore capo dice di non sentirsi sconfitto: «È crimine organizzato, noi andremo avanti», anche perché «non si può accettare l'idea che a Roma la corruzione sia un fatto normale o addirittura utile».


Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone


Il rincaro del procuratore aggiunto Michele Prestipino
Ad aggiungere benzina sul fuoco anche il procuratore aggiunto della Capitale Michele Prestipino che, sempre in un'intervista, sostiene che «la mafia a Roma esiste», come dimostrano le condanne degli ultimi due anni a Ostia, quelle dello scorso gennaio per il clan Pagnozzi di Roma sud e il sequestro, negli ultimi 7 mesi, di 1 miliardo di beni a gruppi commerciali ed aziendali anche legati alla mafia. Certo Roma - spiega - «non è paragonabile a Palermo, Reggio Calabria o Napoli, perché coesistono diverse organizzazioni». Ma per noi - ribadisce - «quel gruppo criminale si avvaleva del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e omertà. Non abbiamo cambiato idea». Ecco perché sembra certo il ricorso in appello, assicura, anche se «dovremo aspettare le motivazioni, poi valuteremo se e quali parti appellare»."

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Siccità, l'allarme del Presidente della Regione Lazio: "L'acqua sta finendo"

Siccità, l'allarme del Presidente della Regione Lazio: "L'acqua sta finendo": "A qualche giorno dalla sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano, Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio lancia un forte allarme: “Purtroppo è una tragedia. Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale fino a questo evento. Abbiamo tempo sette giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c’è ed è grave. Sta finendo l’acqua a Roma”. 

Anche Maurizio Martina, presidente delle Politiche Agricole, rivela che ci sono tutti i presupposti per dichiarare lo Stato di eccezionale avversità atmosferica, dichiarando che sono stati attivati misure di contrasto di emergenza, come l’aumento degli anticipi dei fondi europei Pac. Il presidente rivela che sta facendo tutto ciò per cercare di tutelare i produttori agricoli che stanno subendo dei forti danni per questa grave siccità. 

Allo stesso tempo, Maurizio Martina ha detto che hanno richiesto alla Commissione europea di aumentare gli anticipi dell’Unione Europea dai 700 milioni di euro ai 2,3 miliardi di euro a ottobre, per garantire la giusta liquidità alle aziende agricole. Continua dicendo che stanno anche lavorando per costruire infrastrutture irrigue migliori, molto più efficienti che limitino lo spreco di acqua.  

Sono circa 30 mila i roghi che dal 15 giugno hanno colpito l’Italia. Le richieste inviate al Centro operativo aereo unificato sono circa 1.025, quasi sempre riguardano le regioni del centro sud. Questo dato è molto grave, poiché nell’estate 2007, che fu dichiarata molto critica, le richieste furono “solamente” 470. "


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