24 nov 2017

Mantova, sindaco indagato per favori sessuali in cambio fondi. Lui: "Tutto falso" - Repubblica.it

Mantova, sindaco indagato per favori sessuali in cambio fondi. Lui: "Tutto falso" - Repubblica.it: "Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, Pd, è indagato dalla procura di Mantova per concussione. L'accusa è di aver chiesto favori sessuali a una rappresentante di un'associazione culturale cittadina, in cambio di contributi comunali da erogare allo stesso ente. Ne dà notizia la Gazzetta di Mantova nell'edizione in edicola oggi, ma sull'indagine si è aperto un giallo perché stamattina la presunta vittima della tentata concussione ha smentito di aver presentato denuncia contro il sindaco.

"Non ho mai chiesto favori a nessuno abusando del mio ruolo di sindaco - ha detto Palazzi alla Gazzetta - , conosco quella signora ma non vi è mai stato nulla di privato con lei. Alla fine il Comune concesse solo il patrocinio a una iniziativa dell'associazione. Io ho una sola certezza - ha aggiunto il sindaco - , nella mia vita non ho mai chiesto favori a nessuno in cambio di una collaborazione con il Comune, abusando del mio ruolo di sindaco. Ciò mi dà la forza di rimanere dentro questa vicenda, che nelle ultime ventiquattro ore mi ha sconvolto".

LEGGI "Infamità e falsità, sono pulito"

Palazzi ha spiegato che il Comune, lo scorso inverno, concesse il patrocinio senza contributo finanziario a un'iniziativa dell'associazione di cui fa parte la presunta vittima. I carabinieri del nucleo investigativo di Mantova ieri hanno sequestrato, nell'abitazione del primo cittadino, cellulare, pc e tablet; il telefonino è stato sequestrato anche alla donna coinvolta nella vicenda ed alla presidente dell'associazione.

Palazzi non riesce a darsi una spiegazione e, ipotizzando solo che qualcuno voglia fargli del male, chiede di essere ascoltato al più presto dalla procura. E qui nasce il giallo. Perché la presunta vittima, di cui la Gazzetta di Mantova non fa il nome ma che ha sentito, nega di essere l'autrice della denuncia contro il sindaco: "Non ho mai mosso nulla contro Palazzi - ha detto al quotidiano la vice presidente dell'associazione -. Anzi, dico di più: se emergeranno falsità sul suo conto lo difenderò. Lo conosco, ci siamo incontrati in occasioni pubbliche. Dal Comune di Mantova non abbiamo ricevuto neanche un euro, ma solo il patrocinio che neanche abbiamo mai usato". Presidente e vice presidente dell'associazione culturale ieri mattina sono state sentite come persone informate dai fatti dal sostituto procuratore Donatella Pianezzi. Al momento, dunque, non è ancora chiaro chi abbia presentato denuncia in base alla quale la procura ha aperto il fascicolo che vede il sindaco indagato.

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e candidato Pd alle prossime regionali della Lombardia, durante il videoforum di Repubblica.it, ha risposto così a una domanda sulle accuse a Palazzi: "Lo conosco, è un mio amico, non ci crederei neanche se lo vedessi. E' una persona perbene, spero abbia occasione il prima possibile di dimostrarlo"."

'via Blog this'

23 nov 2017

Verso Srebrenica, cimitero della pace - Corriere.it

Verso Srebrenica, cimitero della pace - Corriere.it: "Il 22 novembre 2017 il generale Ratko Mladic viene condannato all’ergastolo per genocidio e sterminio. Più di vent’anni d’attesa, quattro di processo, per ripercorrere gli anni drammatici della guerra che dal 1991 al 1995 martirizzò Sarajevo e la Bosnia. Dall’archivio del Corriere della Sera, questo racconto dell’incontro tra Ettore Mo, inviato speciale del quotidiano e tra i più famosi corrispondenti di guerra e il «macellaio» serbo-bosniaco.
DAL NOSTRO INVIATO A ZVORNIK - I serbi ortodossi celebrano la Pasqua sette giorni dopo di noi. Da domani comincia la loro settimana di Passione. Tutto lascia prevedere che sarà una settimana di sangue. Domani infatti si alzeranno in volo le squadriglie della Nato per pattugliare lo spazio aereo della Bosnia Erzegovina. L’obiettivo è abbattere qualsiasi jet violasse la zona di non volo decisa dall’Onu. Si tratterà ovviamente di aerei serbi che se la dovranno vedere con gli F14, gli F16, gli Hurrier, i Mirage 2000c, statunitensi, inglesi, olandesi e francesi. Sempre domani una decina di motovedette della Ueo, l’ alleanza militare dell’Europa occidentale, bloccherà il Danubio per garantire che venga rispettato l’embargo contro la federazione serbo montenegrina. Siamo sul ponte che allaccia le due sponde del fiume Drina che invece di trasportare tronchi di betulle ha portato per mesi i cadaveri della Bosnia orientale verso il Danubio. Srebrenica, la città martire musulmana circondata dai serbi, è a pochi chilometri. Non si passa. Tutte le nostre perorazioni sono inutili. Non ci aiuta neanche la buona volontà di qualche soldato serbo che ci ha fatto da scorta in questo faticoso cammino, fatto quasi sempre di notte, in queste vallate umide dentro le quali si attorciglia il fiume.
Proviamo un senso di sconforto e di paura che il generale Ratko Mladic, comandante dei serbi bosniaci, non contribuisce ad alleviare. Arriva dalla parte bosniaca. Si ferma sul ponte. Scende dal fuoristrada e controlla chi sta aspettando per entrare nell’ enclave di Srebrenica. Il suo passo è sicuro, il viso olivastro serio. Bruscamente il generale ci dice: «La pace potrebbe arrivare anche subito se l’Occidente si decidesse a fare le dovute pressioni sui musulmani e sui croati invece che nei nostri confronti. Mi sembra invece che purtroppo le cose stiano andando in direzione opposta: abbiamo molte notizie che indicano una crescente attività militare occidentale contro di noi». Siamo ancora lì sul ponte e dalla radio della nostra automobile arriva un altro allarme: secondo il capo dei serbi bosniaci Karadzic è molto probabile, anzi scontato, che ci sarà un incidente nella missione aerea della Nato. «Se non altro - dice Karadzic - lo provocheranno i piloti dell’ Alleanza atlantica per allargare il loro mandato e poter bombardare anche gli obiettivi serbi a terra». In questo momento non ha certamente giovato alla distensione il ritrovamento del carico di munizioni sul camion dell’ alto commissariato dell’ Onu a Sarajevo. Era partito dall’ aeroporto insieme agli altri aiuti umanitari.
Lo scalo aereo è sotto il controllo della Legione straniera francese. Così improvvisamente l’ eroe di Srebrenica, il generale francese Morillon, comandante dei caschi blu in Bosnia, è stato vilipeso su quello stesso ponte sulla Drina. Lo stavamo inseguendo sperando che ci conducesse alla proibita Srebrenica. Invece, arrivato a Zvornik, i serbi, la gente del posto, lo hanno insultato e lordato di sputi. E assai dubbio che Morillon (che secondo Le Monde potrebbe essere presto richiamato in patria, ndr) fosse a conoscenza di quella grave trasgressione fatta dai suoi soldati a Sarajevo, ma è anche fuori dubbio che la responsabilità finale rimane sua. Questo fatto incrementa la diffidenza che i serbi nutrono nei confronti dell’Onu.
Ma in questo momento qual è la sorte dei martiri di Srebrenica? Ieri alle 14 doveva entrare in vigore un nuovo cessate il fuoco. Prevedeva anche lo sblocco di Srebrenica, la libera evacuazione della sua gente. Ma si ha la sensazione che i 60 mila disperati della cittadina siano stati dimenticati. Nel pomeriggio sono passati in direzione dell’ enclave musulmana una ventina di camion dell’ Onu con i viveri. I serbi li hanno lasciati passare. Ma riusciranno a portare indietro le donne e i bambini che i loro stessi guerriglieri musulmani non lasciano partire perché, dicono, senza i familiari i combattenti non sono piu’ stimolati a difendere l’ enclave? È già notte inoltrata, ma i camion non sono tornati. La Drina, come gli altri fiumi che sono stati protagonisti di questa guerra (Danubio, Drava, Neretva, Sava) non dividono il Paese in termini soltanto territoriali ma segano le comunità, il loro solco si approfondisce sempre di più. Sono fiumi sbarramento e le speranze di riconciliazione sono rarissime. Nikola, un soldato semplice, serbo di 31 anni, sta appoggiato con l’ aria stanca sulla ringhiera del ponte. «Io - dice - non accetterò mai più di vivere con i musulmani. Se ne incontro uno gli brucio il cervello»." SEGUE >>>


'via Blog this'

Tragedia hotel Rigopiano, dalla procura di Pescara altri 23 avvisi di garanzia - Repubblica.it

Tragedia hotel Rigopiano, dalla procura di Pescara altri 23 avvisi di garanzia - Repubblica.it: " La procura di Pescara ha emesso altri 23 avvisi di garanzia per la tragedia dell'Hotel Rigopiano, travolto da una valanga staccatasi dal monte Siella. Lo scorso 18 gennaio a Farindola (Pescara) morirono 29 persone. In quaranta erano rimasti bloccati dentro la struttura a causa della inagibilità della strada provinciale numero 8, sepolta da due metri di neve.

Tra gli indagati anche l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo.

Lo scorso aprile erano stati la provincia di Pescara e il comune di Farindola a finire ufficialmente sotto accusa. Sul registro degli indagati erano già finite sei persone. Per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose il presidente della provincia Antonio Di Marco, il dirigente delegato alle opere pubbliche Paolo D'Incecco, il responsabile della viabilità provinciale Mauro Di Blasio. Stesso capo d'accusa per il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il geometra comunale Enrico Colangeli. Il direttore del resort Bruno Di Tommaso è stato indagato anche per violazione dell'articolo 437 del codice penale, che punisce l'omissione del “collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro”."

'via Blog this'

Kiko apre a Milano nuovo negozio robot. E arriva legge blocco centri commerciali. Effetti da riflettere

Kiko apre a Milano nuovo negozio robot. E arriva legge blocco centri commerciali. Effetti da riflettere: "Un negozio assolutamente innovativo, tanto da definirlo negozio robot, che alla sua apertura è stato preso d'assalto. E nel frattempo i centri commerciali vengono blocati da norme e chiudono. Con effetti su cui riflettere.

Dopo tanta attesa nasca KikoiD ovveo il nuovo concept della grande azienda di make-up con punto vendita sparsi in tutta Italia sia nelle vie dello shopping e sia nei grandi centri commerciali. La nuova sede non poteva che essere allestita nel prestigiosa corso Vittorio Emanuele di Milano, che già accoglie altri importanti brand del mondo della bellezza e della cosmetica. E chissà che non si tratta del primo passo di un percorso ben più lungo destinato ad allargarsi anche nel resto d'Italia. Il via è stato dato e la miccia accesa. Se ci sarà una deflagrazione di successo è tutto da scoprire, ma le premesse e i segnali che sono giunti dall'inaugurazione di oggi sono più che positivi.

KikoiD nel segno dell'innovazione
Ma cos'è KikoiD e di cosa stiamo parlando? Già il nome dovrebbe essere molto indicativo della direzione intrapresa: stiamo parlando di un negozio che fa dell'innovazione e della integrazione con il digitale la sua cifra. E così, una volta messo piede in questa area di 200 metri quadri, ad accogliere i clienti ci pensa un robot con due braccia da comandare con una finestra touchscreen. Proprio come se fosse lo schermo di uno smartphone o di un tablet. E a tal proposito non potevano mancare gli iPad equipaggiati con le app giuste per consigliare il trucco più adatto sulla base del tipo di pelle e delle sfumature di colore. Tutto molto bello e avveniristico come l'assistente digitale capace di personalizzare i prodotti con incisioni laser.

E c'è Private Room Kiko

La stella polare seguita dagli ideatori di KikoiD a Milano è quella della personalizzazione. A ognuna il suo trucco e l'attenzione che merita perché non tutto sta bene a tutti, anche i prodotti migliori e più costosi. Ecco allora che acquista maggior valore quella che è a tutti gli effetti la prima Private Room Kiko. Anche in questo caso è già la denominazione di questa sezione nelle grande area che dovrebbe suggerire il suo speciale contenuta. In buona sostanza si tratta di una stanza con tre postazioni per un make-up personalizzato. Tanto per avere un'idea delle menti dietro a questo progetto, il disegno di KikoiD è dell'architetto giapponese Kengo Kuma.

Non si tratta di un nome nuovo perché i più attenti conoscitore del brand sanno che il creativo collabora da anni con Kiko e ha già messo la firma sul format Kiko by Kengo Kuma al centro commerciale Oriocenter, vicino a Bergamo e al suo frequentato aeroporto, oltre che al negozio nel centro storico della città di Bologna. E a dirla tutta, il concept by Kengo Kuma ha fin qui trovato ospitalità in 13 punti vendita tra Madrid, Dubai, Bruxelles, Mosca e Parigi.

E nel frattempo, centri commerciali non si apriranno più e chiusi
Blocco dei centri commerciali in Trentino, una presa di posizione che arriva in un momento, che in realtà, è già inziiatao da tempo dove i centri commerciali stanno iniziando a chidere in tutta Italia e sempre più chiuderanno come da alcune analisi fatte. Con dei pro e contro da analizzare e riflettere bene che interessano la vita di milioni di persone.

La Tendenza

In Italia sono sempre più numerosi i centri commerciali che vedono al loro interno chiudere parecchi negozi e non avere il ricambio necessario e qualche centro commerciale è chiuso o, se doveva nascere, non è mai nato. Nella patria dei grandi centri commerciali, dove sono nati, oltre quatttromila hanno già chiuso negli Stati Uniti, e ulteriori mille e più lo faranno nei prossimi anni.
Un crollo di un modo di fare commercio, di una tendenza al marketing di massa che sembra non piacere più ai consumatori che lentamene ma inseroabilmente sembrano ritornare ai piccoli centei commerciali dove è la qualità a farla da padrona

In Italia
E in Italia, addirittura, c'è il Trentino Alto Adige che ha deciso che non si potranno mettere in vendita terreni sopra i diecimila metri quadrati per costruire edifici per la vendita. Occorre pensare che poco meno del 15% del Trentino ha una superfice adatto pe rle costruzioni e l'agricoltura il resto è montagna o roccia. da qui la decisione, ma anche per perservare la tradizione e diminuire l'inquinamento che possono condurre i grandi centri commerciale.
Tra l'altro negli ultimi 40 anni, in Trentino il territorio con edifici è quasi arrivato al 200% e solo il 24% delle grandi estensioni rimane libero. Tutti dati per cui si è deciso di preservere al massimo il territorio oltre che per i piccoli negozi e le attività commerciali da proteggere e che possono portare la vera qualità secondo alcuni dei decisori

I risvolti occupazionali ed economici
Insieme alla chiusra dei centri commercialo o alla loro non nascita ci sono dei risvolti economici chiari. In primis la disoccupazione che si potrebbe creare e anche l'impoverimento del'indotto se il personale non sarà in grado di rientrare nelle piccole strutture che dovrebbero ritorare a dominare il territorio iper specializzati e con pochi prodotti. Una scommessa interessante che si dovrebbe sostenere con le politiche adatte.

Ti è piaciuto questo articolo?"

'via Blog this'

22 nov 2017

Segregata e legata al letto per 10 anni in una baracca: violentata davanti ai figli nati dagli stupri

Segregata e legata al letto per 10 anni in una baracca: violentata davanti ai figli nati dagli stupri: "Ha segregato per dieci anni, prima in varie case e poi in una baracca fatiscente senza luce e servizi igienici, la convivente romena, di 29 anni, sottoponendola ad ogni forma di violenza, fisica e sessuale, dalla quale sono nati due figli, di 9 e 3 anni. I carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme hanno eseguito un fermo disposto dalla Procura nei confronti di un italiano di 52 anni, per maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata."

'via Blog this'