22 apr 2018

Messa in sicurezza edifici pubblici e territorio, assegnati 150 milioni ai Comuni

Messa in sicurezza edifici pubblici e territorio, assegnati 150 milioni ai Comuni: "18/04/2018 – È stato assegnato ai Comuni il primo acconto dei 150 milioni di euro, stanziati dalla legge di Bilancio 2018, per la messa in sicurezza di edifici pubblici e territorio. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato sul suo sito web il decreto contenente l’elenco dei Comuni beneficiari dei finanziamenti. 

Con l'acconto il Ministero ha pagato il 20% dei contributi. Le restanti quote saranno erogate ai Comuni che rispetteranno i termini per l'affidamento dei lavori.
 
Sicurezza edifici pubblici e territorio, domande per 4 miliardi
I contributi sono stati assegnati a 54 Comuni e copriranno la realizzazione di 146 progetti. le richieste in realtà sono state di gran lunga superiori. In tutto sono arrivate 10.199 richieste per un totale di più di 7 miliardi. L’elenco dei Comuni che ha fatto richiesta di contributo è contenuto nell’Allegato 1 al decreto del ministero dell’Interno.

Sono risultate ammissibili 5904 istanze, per un totale di quasi 4 miliardi di euro, contenute nell’Allegato 2.

Consulta l’elenco dei Comuni

Ricordiamo che i Comuni interessati hanno avuto tempo fino al 20 febbraio per presentare domanda. Le prossime scadenze sono fissate al 20 settembre 2018 per le richieste relative al 2019 e al 20 settembre 2019 per l'anno 2020.
 

Sicurezza edifici e territorio, i termini per l’affidamento dei lavori
Il primo acconto, pari al 20%, è stato erogato con il Decreto del Ministero dell'Interno.
 
Per il secondo acconto bisognerà essere in regola con i termini previsti per l’affidamento dei lavori. Il decreto prevede infatti che entro il 30 settembre 2018 verrà pagato il 60% del contributo, previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori. L’affidamento deve avvenire entro 8 mesi dalla data di emanazione del decreto del ministero dell’Interno. Dato che il decreto è stato emanato il 13 aprile 2018 (a meno che in Gazzetta Ufficiale non venga registrato con un’altra data) si presume che per affidare i lavori ci sia tempo fino al 13 dicembre 2018. Il termine certo per l’avvio della procedura di affidamento dei lavori è individuato nella data di pubblicazione del bando, dell’invio della lettera di invito o della manifestazione della volontà di procedere all’affidamento dell’appalto.

Il mancato rispetto dei tempi farà scattare il recupero del contributo erogato.
 
Il restante 20% sarà infine erogato previa trasmissione al Ministero dell'interno del certificato di collaudo, ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori.
 

Sicurezza edifici pubblici e territorio, 150 milioni per il 2018
La Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017) ha stanziato complessivamente 850 milioni di euro, di cui 150 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro per l’anno 2019 e 400 milioni di euro per l’anno 2020.
 
La norma ha posto una serie di condizioni, che hanno pesato sulla scelta degli interventi da finanziare. Le domande ritenute ammissibili sono state presentate solo dai Comuni che non hanno usufruito delle risorse stanziate per il "Bando periferie”. Non sono stati riconosciuti contributi per le opere interamente finanziate da altri soggetti. Ai Comuni è stata data la possibilità di richiedere il contributo anche per più opere, ma nel limite massimo di 5.225.000 euro. Sono state accettate solo le domande contenenti il CUP del progetto. Il Ministero ha infine verificato che gli Enti avessero trasmesso i documenti contabili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche.
 
La normativa sull’argomento prevede infatti, sia per il 2018 sia per i finanziamenti da assegnare nei prossimi anni, che i contributi siano assegnati in via prioritaria agli enti con minore disponibilità di avanzi di amministrazione e quindi meno in grado di usufruire di maggiori spazi finanziari concessi con i patti nazionali e regionali. La ratio della disposizione è evitare che in questi enti si blocchino gli investimenti e, di conseguenza, non siano realizzati gli interventi di messa in sicurezza a vantaggio della pubblica incolumità.
 
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21 apr 2018

Terrore sull'A10. A fuoco pullman di studenti in gita: due intossicati, galleria chiusa

Terrore sull'A10. A fuoco pullman di studenti in gita: due intossicati, galleria chiusa: "I ragazzi e i cinque docenti che li accompagnavano stanno tutti bene. Sono studenti dell'istituto di istruzione superiore Bettino Padovano di Arcevia e Senigallia. Nessuno di loro - hanno tra i 16 e i 18 anni - né gli insegnanti sono rimasti feriti. Stavano andando a Nizza per l'ultima giornata della gita scolastica.

Lievemente intossicati invece i due autisti, che hanno provveduto a far scendere i ragazzi dall'autobus in fiamme proprio mentre transitava all'interno della galleria «Fornaci».

«Gli autisti si sono accorti del fumo, hanno immediatamente fermato il pullman e aperto le porte - spiega il sindaco di Arcevia Andrea Bomprezzi, in contatto con il direttore del plesso di Arcevia Giancarlo Verdini -, questo ha permesso di evacuare subito il mezzo ed evitare che i ragazzi rimanessero intrappolati. Una volta scesi, hanno dovuto correre per circa 300 metri fino all'esterno della galleria: i docenti mi hanno riferito che studenti e gli autisti sono stati bravi a gestire l'emergenza e a non correre ulteriori pericoli».

Gli studenti sono poi stati soccorsi dai vigili del fuoco, dalle ambulanze e dalla polizia stradale: in accordo con il Comune di Spotorno sono stati portati nella palestra della scuola media 'Sbravatì, dove hanno mangiato e atteso che arrivasse un mezzo sostitutivo per il rientro a casa. «Nell'incendio hanno perso tutti gli effetti personali - continua Bomprezzi - e quindi ora sono in viaggio per rientrare, con un giorno di anticipo. Per fortuna stanno bene ed è questo quello che conta». Il sindaco di Arcevia ringrazia «forze dell'ordine e del soccorso intervenute sul luogo dell'incendio, e l'amministrazione comunale di Spotorno per l'accoglienza e la disponibilità dimostrata durante questa brutta avventura»."

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20 apr 2018

Roma, la donna bruciata nel parco Una vicina: «Ho sentito gridare» - Corriere.it

Roma, la donna bruciata nel parco Una vicina: «Ho sentito gridare» - Corriere.it: "All’inizio gli abitanti di largo Longanesi l’hanno scambiato per uno dei tanti roghi tossici appiccati dai baraccati nel «parco delle rane», un ex giardino-gioiello, adesso ammasso di erbacce e rifiuti di ogni genere. L’odore di bruciato ha raggiunto all’alba le finestre dei palazzi residenziali fra Fonte Ostiense e Roma 70, non lontano dall’Eur: qualcuno si è affacciato e ha visto il fumo salire dagli anfratti sotto il viadotto di viale Aldo Ballarin, trasformati — nonostante gli sgomberi — in un dormitorio. Solo che ieri mattina a bruciare non era immondizia. Era il corpo di una donna di 49 anni — Maria Cristina Olivi —, che alle 7.20 un giovane che faceva jogging nel parco delle Tre Fontane (il vero nome del giardino) ha poi trovato ancora fumante. E irriconoscibile.



È stato lui a dare l’allarme alla polizia, che ora indaga per omicidio e femminicidio, ipotesi che consente alla procura di effettuare indagini a più ampio respiro. Anche se gli investigatori della Squadra mobile, diretti da Luigi Silipo, non escludono che la cinquantenne, affetta da gravi problemi psichici, possa essersi tolta la vita. Un’ipotesi — non la principale comunque — dettata dalle condizioni di salute mentale della vittima, in attesa dell’esito dell’autopsia prevista fra oggi e domani.

A colpire è il fatto che il corpo sia carbonizzato, in maniera molto profonda nella parte addominale, come se fosse stata utilizzata una grande quantità di liquido infiammabile. Ma accanto al cadavere non sono state trovate taniche o altri contenitori. Nemmeno una bottiglietta di plastica. Solo la borsa della vittima, con portafoglio, telefonino e documenti.

Gli accertamenti coordinati dal pm Vittorio Pilla dovranno ora aiutare a stabilire che genere di accelerante sia stato utilizzato nel rogo. La donna, che lavorava in una lavanderia alla Garbatella e a casa con servizi di stiratura, viveva da sola in affitto da otto anni all’ultimo piano di un palazzo di largo Longanesi. Pagava regolarmente, nessuno la conosceva bene. Assistita dai genitori e dal fratello, era in cura con farmaci per la schizofrenia. Cosa abbia fatto giovedì notte è un mistero.

La telecamera del condominio non funziona per cui non è chiaro se sia uscita dal suo appartamento — ora sequestrato — da sola o in compagnia. È possibile che sia finita in balìa di un balordo. Una vicina ha riferito di aver udito grida di donna nel parco fra mezzanotte e l’una. Un senza tetto senegalese di aver visto il fuoco divampare alle 4 e tre individui allontanarsi nel buio. Un residente di aver invece notato le fiamme alle 6.20. Orari che non collimano in un giallo che la polizia vuole chiudere al più presto."

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Roma, corpo di donna trovato carbonizzato in un parco - Repubblica.it

Roma, corpo di donna trovato carbonizzato in un parco - Repubblica.it: "ROMA - Il corpo di una donna completamente carbonizzato è stato trovato stamattina intorno alle 7.30 nel parco delle Tre Fontane, in zona Eur a Roma, in via Ballardin all'angolo con via Maroso. A dare l'allarme un uomo che faceva jogging e ha visto che il cadavere ancora bruciava tra le fiamme. Sul posto la polizia del commissariato di Tor Carbone che indaga sulla vicenda."


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19 apr 2018

Rimedi naturali per il diabete: camomilla e caffè

Rimedi naturali per il diabete: camomilla e caffè: "Sono considerate forse le due bevande più diffuse al mondo e, a quanto pare, riducono anche il rischio di incappare in una delle malattie metaboliche più temibili: il diabete. Ad asserirlo sono stati diversi studi scientifici, di cui uno revisionale – e recentissimo – basato su 30 lavori condotti su un campione di oltre un milione di persone. Ecco i risultati ottenuti.

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Il caffè riduce il rischio di diabete
L’ultimissimo studio è stato da poco pubblicato su Nutrition Reviews e ha evidenziato come il consumo frequente di caffè ridurrebbe il rischio di diabete. Tale riduzione sembra essere del 7% per ogni tazzina consumata. Per arrivare a tali conclusioni, gli scienziati hanno analizzato 30 ricerche scientifiche che hanno preso in esame un totale di 1,2 milioni di persone.

E’ merito della caffeina?
E’ probabile che la caffeina faccia la sua parte, ma non è solo merito di questo importante alcaloide. Infatti i risultati dimostrano che la diminuzione sarebbe nella misura del 7% per ogni tazzina di caffè tradizionale e del 6% per ogni decaffeinato. Da ciò si evince che è la sinergia dei componenti del caffè e non la sola caffeina a ridurre il rischio di diabete di tipo 2.

30% in meno di probabilità
Dati alla mano, se il consumo medio si attesta fra le tre e le cinque tazzine di caffè al giorno, le probabilità di assistere alla comparsa di diabete di tipo 2 diminuirebbero del 30-35%. Gli scienziati, dopo aver esaminato a lungo i meccanismi biochimici del caffè sono arrivati alla conclusione che i benefici derivano dalla sinergia dei suoi componenti. In particolare, uno degli effetti più importanti, deriverebbero dalle sue virtù antiossidanti che avrebbero la capacità di ridurre lo stress ossidativo. Il tutto accompagnato da notevoli benefici sull’apparato cardiovascolari e sulle funzioni metaboliche e renali.

Riduzione dell’infiammazione
In sintesi, il caffè risulterebbe un ottimo regolatore dei livelli dei marcatori-pro infiammatori che, nel tempo, andrebbe a ridurre l’infiammazione cronica a cui sono collegate molte patologie, tra cui anche il diabete di tipo 2. Ricerche precedenti avevano dimostrato che la nota bevanda diminuisce anche le probabilità di avere un infarto, un ictus e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Anche la camomilla aiuta
Un altro rimedio preventivo per il diabete sembra essere la camomilla. Diversi studi, infatti, hanno evidenziato il suo ruolo protettivo nei confronti di tale patologia. In particolare, una ricerca condotta dal Department of Nutrition in Community della Faculty of Nutrition appartenente al Nutrition Research Center del Tabriz University of Medical Sciences di Tabriz (Iran), ha testato l’effetto di un infuso di camomilla nei confronti dell’iperglicemia e diabete. Lo studio clinico si è basato sul consumo di tè alla camomilla consumandolo nella dose di 3 g per 150 ml di acqua calda, tre volte al giorno. I partecipanti hanno bevuto la tisana per due mesi. I risultati hanno dimostrato come la camomilla avesse diminuito significativamente la concentrazione di emoglobina glicata, i livelli sierici di insulina, la valutazione del modello omeostatico per la resistenza all'insulina, il colesterolo totale, i trigliceridi e il colesterolo LDL, rispetto al gruppo di controllo. Da ciò i ricercatori hanno concluso che «il tè alla camomilla ha alcuni effetti benefici sul controllo glicemico e sul profilo lipidico sierico nei pazienti affetti da diabete di tipo 2».



L’effetto antiossidante
Lo stesso team di ricerca ha voluto valutare anche l’effetto della camomilla sullo stress ossidativo. Anche in questo caso i partecipanti hanno assunto 3 grammi di fiori per 150ml di acqua. Dai risultati è emerso che è stata in grado di aumentare notevolmente la capacità antiossidante. «La capacità antiossidante totale, il superossido dismutasi, la glutatione perossidasi e le attività catalasi sono state significativamente aumentate del 6,81%, 26,16%, 36,71% e 45,06% rispettivamente nel gruppo della camomilla rispetto alle stesse variabili nel gruppo di controllo alla fine dell'intervento», concludono i ricercatori. Quindi, consumare durante il giorno un po’ di caffè – dall’azione tonica – e un po’ di camomilla – dall’azione distensiva – potrebbe aiutarci a ridurre l’infiammazione cronica, potenziale causa di molte malattie, tra cui anche il diabete."

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